I benefici del parto in acqua

parto in acqua

Dopo l’uso comune di anestesie, epidurali e cesarei molte donne negli ultimi anni stanno riscoprendo un modo più naturale di mettere al mondo il proprio bambino. Così un po’ per moda un po’ per curiosità ultimamente si parla spesso del parto in acqua, ampiamente diffuso nei paesi anglosassoni, e sempre più praticato anche in Italia.

BENESSERE PER MAMMA E BAMBINO

Le ragioni che portano mamme e ostetriche a scegliere di partorire in una vasca di acqua calda sono molteplici e tutte legate ai benefici che ne derivano sia per la donna che per il bambino.
Infatti è uno dei modi più naturali ed efficaci per diminuire il dolore del travaglio senza ricorrere a farmaci. Studi scientifici hanno dimostrato come immerso in acqua il corpo si rilassa e produce più endorfine, che regolano il buon umore, e meno ormoni dello stress. Ma a questo beneficio se ne aggiunge un secondo: l’acqua calda è in grado di ridurre i tempi della dilatazione rendendo il travaglio più breve e distende i tessuti del corpo evitando in molti casi il rischio di lacerazioni e il ricorso all’episiotomia.
Ma i vantaggi non sono solo per la mamma. Anche il bimbo beneficia della nascita in acqua. Questo perché si viene a trovare in un liquido caldo (la temperatura ideale è tra 36 e 37 gradi) simile al sacco amniotico rendendo meno traumatico l’uscita dall’utero ed evitando sbalzi termici.

MITI DA SFATARE SUL PARTO IN ACQUA

Nonostante i suoi benefici in Italia, il parto in acqua è meno praticato che in altri paesi e sono ancora molte le persone che nutrono dubbi su questa forma di parto dolce.
Tra i principali dubbi prevale quello delle possibili infezioni che in acqua si possono trasmettere a mamma e bambino: in realtà gli studiosi hanno dimostrato che il rischio di contrarre virus è pari a quello di un parto tradizionale su lettino. Mentre non è per niente motivato il timore che il bimbo possa ispirare acqua: infatti, il bebè conserva i riflessi che aveva in pancia e che gli impedivano di respirare liquidi anche nei primi mesi di vita.
Di sicuro, però, il parto in acqua può essere praticato solo in condizioni di salute ottimale da parte di bimbo e mamma: deve essere un parto a termine, non gemellare, in cui il bambino è posizionato correttamente e la donna non soffre di gestosi, ipertensione o patologie varie.
Infine, sempre secondo le ricerche il parto in acqua è molto più rilassante anche per i futuri papà in attesa e di supporto al lieto evento: dunque perché non farci un pensierino!

Configura la tua piscina interrata

Costruirla costa meno di quanto pensi! Scegli le caratteristiche e richiedi un preventivo. Bastano 2 minuti!

Scritto il: 04/12/2014
Categoria: News e curiosità

Commenta questo articolo